La cittadina umbra in provincia di Perugia, 150 chilometri dalla capitale, offre arte, cultura, cibi e vini deliziosi…oltre alla imperdibile Calamita Cosmica
Approfittiamo delle giornate dantesche della primavera 2025 per raggiungere in appena due ore di macchina (autostrada Roma Firenze uscita Orte e poi superstrada SS 675) Foligno, imbandierata nell’occasione da terzine della Divina Commedia ben leggibili in tutta l’area pedonale della cittadina sul fiume Topino. Proprio il Museo della Stampa di Foligno è custode della prima stampa del capolavoro dantesco, qui realizzata intorno al 1400. Il profumo di medioevo si percepisce fin da quando superi Porta Romana e qua e là leggi della famosa Giostra della Quintana, manifestazione di grande richiamo che si celebra a giugno ed a settembre (la rivincita) con sfida di cavalli e cavalieri in rappresentanza dei dieci rioni impegnati a contendersi il palio. Per conoscere nel migliore dei modi la storia, le partecipazioni, i rituali ed i costumi di tale evento storico è consigliabile una visita al Museo della Quintana nell’antico palazzo Candiotti, sede dell’Ente Giostra. Il tempo di un caldo cappuccino nella Caffetteria del Corso Cavour, vista la presenza di vento e pioggia, quindi una piacevole passeggiata tra palazzi storici, case in pietra e bei negozi fino ad arrivare nella affascinante piazza della Repubblica, ove, accanto al sontuoso palazzo Comunale si trova il Duomo, ossia la cattedrale di San Feliciano, patrono della città, eretta nel 1133 ad opera del Maestro Atto, soggetta a numerosi restauri, tra i quali quello della facciata principale, anteriore, datato 1904 con un mosaico raffigurante “Cristo in Trono”, San Feliciano e Messalina e papa Leone XIII, committente dell’opera. In realtà la vera facciata monumentale si apre sul lato sinistro dell’edificio, con un magnifico portale in stile romanico, realizzato del 1201, decorato con bassorilievi raffiguranti Federico Barbarossa, Innocenzo III, i simboli degli evangelisti e dei segni zodiacali. Degna di nota la cupola cinquecentesca mentre l’interno, completamente trasformato tra il 1772 e il 1819, è un capolavoro in stile neoclassico di Giuseppe Piermarini che modificò il precedente progetto del Vanvitelli. Bellissimo il baldacchino in evidente stile berniniano che copia fedelmente quello più famoso della Basilica di S. Pietro a Roma. Al di sotto del piano di calpestio è possibile accedere alla cripta che rappresenta il nucleo più antico della struttura con capitelli e resti architettonici databili a fasi preromaniche.
Sempre da piazza della Repubblica entriamo nel Palazzo Trinci, una vera e propria cittadella medievale, imponente ed articolata su stanze e locali posti su vari livelli, per cui il saliscendi su gradoni piuttosto alti e scaloni di indubbia bellezza va messo in preventivo, un tragitto per fortuna allietato da affreschi e decorazioni di assoluto pregio. Proprio la corposa e tortuosa presenza di scale mi ha fatto pensare a più di un’opera dell’incisore olandese Escher ((Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972). Siamo nella residenza della famiglia che governò sulla città tra il 1305 e il 1439, cui si accede attraverso una Scala gotica, attualmente interna al Palazzo, che conduce alla Loggia affrescata con la leggenda della fondazione di Roma. Di grande impatto per il visitatore la Sala delle Arti e dei Pianeti, dove sono rappresentate le arti liberali (Retorica, Aritmetica, Astronomia, Geometria, Musica, Dialettica, Grammatica unite alla Filosofia), i sette pianeti e le sette età dell’uomo simboleggiate da un’ora del giorno, tema presente in altri ambiti del palazzo, che contiene un prezioso ciclo di affreschi dei primi del Quattrocento, realizzato da Gentile da Fabriano, ospita la pinacoteca civica, il Museo archeologico e il Museo multimediale dei tornei, delle giostre e dei giochi.
In via Garibaldi, una lunga traversa che si prende dal centralissimo Corso Cavour, all’interno della ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, restaurata con lo specifico scopo di darle alloggio definitivo, si trova la Calamita cosmica, un’opera d’arte unica, per l’originalità, la struttura e la storia che la caratterizzano, tanto da essere diventata, dopo il suo acquisto da parte della lungimirante Fondazione della Cassa di Risparmio di Foligno nel 2004, una attrattiva permanente della città accanto al suo patrimonio d’arte medievale .
La Calamita Cosmica è una scultura di Gino De Dominicis, realizzata segretamente nel 1988 e presentata nel 1990 al Centro di arte contemporanea Magazin di Grenoble, in Francia. Fu esposta nuovamente sei anni più tardi nel cortile della Reggia di Capodimonte a Napoli, poi nella Reggia di Versailles a Parigi, al Lazzaretto di Ancona, in Piazza del Duomo a Milano, al MACS Grand-Hornu in Belgio, e al MAXXI di Roma ed al Forte Belvedere di Firenze.
Si tratta di un grande scheletro umano lungo 24 metri, realizzato in vetroresina, ferro, polistirolo, con il cranio dotato di naso a becco; è posizionato steso sulla schiena e regge un'asta di ferro dorata in equilibrio sull'ultima falange del dito medio della mano destra, a rappresentare il contatto dello scheletro con il mondo cosmico.
Gino De Dominicis (Ancona, 14 aprile 1947 – Roma, 29 novembre 1998) è stato un controverso protagonista dell'arte italiana del secondo dopoguerra, che ha utilizzato diverse tecniche e si è definito pittore, scultore, filosofo e architetto. Il suo lavoro tende a rendersi indipendente sia dalle mode che dai gruppi della neoavanguardia. Dunque, non è inquadrabile in una precisa corrente artistica.
Per chi ama l’arte moderna è consigliabile una visita al CIAC (biglietto incluso nella visita alla Calamita cosmica) Centro Italiano Arte Contemporanea in via del Campanile 13.
Noi abbiamo soggiornato piacevolmente al Relais Metelli un 4 stelle elegante a due passi da porta Romana, con parcheggio privato, una ottima struttura con servizi efficienti, buona colazione e tanta gentilezza da parte del personale, ma la cittadina offre vaie forme di accoglienza per tutti i gusti e tutte le tasche. Lo stesso dicasi per ristoranti e similari dove è difficile non mangiare bene. Noi ci siamo trovati ottimamente alla Trattoria del Corso in corso Cavour 54 mangiando prevalentemente carne (costo cena sui 30 euro a persona) mentre gli ottimi strangozzi al sugo (pasta fatta con acqua e farina, tipica della zona) li abbiamo gustati da Umami in via Garibaldi 11, luogo frequentatissimo per aperitivi, pranzi veloci ed altro ancora. Per mangiare citiamo pure La Trattoria dei Cuccugnai (altro nome degli abitanti di Foligno), tipica ed economica, l’Osteria delle 12 Rondini in piazza XX Settembre e l’Agribistrò in piazzetta Beata Angelada.
Nei dintorni di Foligno meritevoli di una visita sono l’Abbazia di Sassovivo, il delizioso borgo di Spello e Rasiglia, il paese sull’acqua.
L'abbazia di Santa Croce in Sassovivo è un complesso benedettino che sorge a circa 6 km dal centro di Foligno, ad un'altitudine di 565 m s.l.m. alle pendici del monte Serrone, isolata su uno sperone di roccia e circondata da una enorme lecceta secolare, che ricopre 7 ettari di terreno. Fu fondata da eremiti benedettini intorno all'anno 1070, divenne sempre più importante grazie a donazioni ed acquisizioni di terreni ed immobili; nella seconda metà del XV secolo passò ai benedettini della Congregazione olivetana. Con la caduta dello Stato Pontificio e la secolarizzazione, con le leggi eversive del 1860, i suoi possedimenti vennero divisi tra Demanio pubblico, mensa vescovile e privati. A partire dal 1979 è gestita dai "Piccoli Fratelli" della Comunità Jesus Caritas del beato Charles de Foucauld . Il chiostro romanico (1229), è a pianta quadrangolare e presenta 58 archi sorretti da un doppio ordine di 128 colonnine elicoidali con capitelli gigliati. Nel 1340 vi venne aggiunta una grande cisterna centrale e nel 1623 fu costruito un pozzo. Al suo interno è anche custodito un affresco della Vergine in trono con Bambino del XIV secolo.
Con i suoi deliziosi vicoli , le armoniose case in pietra e gli scorci da cartolina, Spello non poteva non fare parte dei borghi più belli d’Italia. Forse paese nativo di Properzio, poeta romano del I sec. A.C., presenta varie porte e portali di pregio, oltre a palazzi nobiliari e chiese di varie epoca storica, un anfiteatro romano e cinta muraria, ma quello che affascina il visitatore sono questi angoli più o meno panoramici particolarmente curati e ricchi di piante, oltre alla cucina umbra (compresi i famosi cojoni de mulo) che attrae e soddisfa un po’ tutti i palati. Per un caffè con dolcetto si consiglia la pasticceria gelateria Tullia in Largo Mazzini 6. Famosa l'infiorata nel corso della quale, ogni anno durante la notte del Corpus Domini, vengono creati tra i 1500 e i 2000 metri di tappeti fioriti.
Si tratta di una gara artistica in cui le squadre di infioratori iniziano a creare magiche immagini religiose utilizzando soltanto elementi vegetali e floreali.
Ogni squadra deve compltetare il suo tappeto fiorito entro la mattinata del Corpus Domini e la domenica mattina il borgo si riempie di tappeti coloratissimi di fiori.
Rasiglia è situata a 648 m s.l.m., a circa 18 km dal capoluogo Foligno lungo la ex Strada statale 319 Sellanese, è definita la "Venezia dell'Umbria", per via dei corsi d'acqua che attraversano il piccolo centro e che in un passato medievale permisero una fiorente industria tessile, sfruttando l’acqua del fiume Menotre come energia per la movimentazione dei telai. Le acque del fiume scorrono attraverso opere di canalizzazione, determinando un intreccio d'invasi e cascatelle all'interno nel paese. La portata media del fiume in questo tratto è notevolmente diminuita e con essa la ricchezza ittica (il gambero di fiume e la trota fario). Da visitare i mulini, la rocca di Rasiglia ed il Santuario della Madonna delle Grazie.
Ritorno a Roma con un pieno di arte, cultura, cucina deliziosa, vini speciali (Sagrantino di Montefalco e Grechetto su tutti) gentilezza ed una ricarica di buone sensazioni !