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Home Solidarietà Nella famiglia allargata c’è la notizia dell’amico Paolo…

Nella famiglia allargata c’è la notizia dell’amico Paolo…

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Una donazione d’organi fondamentale, un gesto vitale, compiuto senza esitazioni e senza riflettori. La preparazione, l’intervento, la terapia intensiva, la convalescenza, il monitoraggio ed il ritorno alle cose che aveva lasciato indietro

 

Da un po’ di tempo mi sono persuaso di far parte, quasi inconsapevolmente, di una grande famiglia, non di quelle che vivono nel Mulino Bianco, tra benessere e felicità  incantati ed inventati. Si tratta di un supergruppo familiare con sporadiche frequentazioni personali, dove, accanto a piacevoli novità esistono problematiche di ogni tipo e misura, sicuramente in crescita in ragione dell’età venerabile di quanti non sono più in servizio attivo. Questa famiglia è davvero allargata, a tal punto da attraversare il tempo e lo spazio ed è super popolata da tante persone che hanno vissuto un passato condiviso, di cui non si dimenticano i nomi, le facce, il ruolo lavorativo, la personalità, il modo d’essere e  magari qualche battuta storica! E come ci si drizzano le antenne quando sentiamo parlare di una di loro!

Loro chi? Ci si riferisce a quelli che hanno vissuto, in tempi, in modi ed in ruoli diversi, nel palazzo del Viminale, cuore pulsante dello Stato, che nel bene e nel male ci ha accomunato tutti,  e terreno di incontro di caratteri e personalità che hanno marcato la nostra esistenza, non solo lavorativa ma soprattutto umana ed affettiva.

Certamente non siamo, in questo contesto familiare sui generis, figli e fratelli modelli, altrimenti avremmo continuato a frequentarci, come fanno i più bravi tra di noi che hanno sublimato la colleganza lavorativa in amicizia. Molti hanno tra di loro contatti sporadici, un messaggino ogni tanto, un post sui social in occasione di un viaggio o di un compleanno, ma i più si sono persi nell’oblìo pensionistico, ma senza mai perdere interesse o attenzione per le vicende di amici e colleghi che vorresti sempre in salute ed impegnati in affari piacevoli. Il trascorrere del tempo purtroppo non fa sconti e  ci mette spesso di fronte anche a notizie terribili in merito a dipartenze dolorose ed inaspettate, a malattie angoscianti, a solitudini  mortificanti, ma anche, per fortuna, a liete notizie, a novità simpatiche, a successi conseguiti in vari ambiti.

In questo contesto mi piace segnalare una storia che voglio condividere e che non può che renderci orgogliosi di appartenere a questa famiglia allargata. Parlo di Paolo, un funzionario preparato, come si diceva in burocratese puro, esperto e talentuoso, ma soprattutto una persona affidabile ed un amico apprezzato, emigrato professionalmente in una prefettura del nord Italia. Lasciati da poco tempo gli impegni di lavoro con l’impegno categorico di vivere al meglio gli anni della pensione, Paolo si dedica al recupero dei vecchi interessi, programma gite e viaggetti, ipotizza il ritorno in palestra, immagina visite culturali, accetta qualche collaborazione lavorativa, progetta di riordinare tante cose lasciate indietro, non disdegnando qualche ora in più di meritata quiete domestica, vicino ai propri affetti.  Insomma tutto come da copione, secondo uno schema che, con le debite varianti, pianificano coloro che passano da una vita lavorativa  attiva, intensa, spesso assillante, ad una esistenza improntata a più sane e stimolanti occupazioni. Il quadro di futura vita insomma è bello e pronto ma non tiene conto delle varianti e degli imprevisti che il destino propone e dispone per ognuno di noi. Così, a stravolgere il calendario del nostro amico, è una malattia, non sua, ma, sicuramente ancora peggiore, di sua figlia, una bella ragazza di trentacinque anni che ha un problema molto serio, legato ai reni, che, messi a dura prova da anni di dialisi, smettono di funzionare. Il quadro sanitario della ragazza impone il trapianto dell’organo da parte di un donatore sano e compatibile e non c’è molto tempo per decidere, anzi l’intervento risolutivo ha carattere di estrema urgenza. I genitori della giovane non hanno dubbi sul da farsi e sono pronti da subito a donare un rene alla figlia, ma anche il circuito della generosità totale non è semplice e comporta valutazioni e decisioni di particolare difficoltà che riguardano le persone donanti, i medici, i chirurghi, le strutture sanitarie cui rivolgersi, l’assistenza postospedaliera, il supporto psicologico necessario per tutti ed altro ancora, in una dinamica tumultuosa che nessuno vorrebbe vivere ma che deve essere comunque affrontata. Paolo risulta il soggetto migliore per la ottimale riuscita del trapianto e lui non ha mai un tentennamento, cerca e desidera esclusivamente il ritorno ad una vita normale per la sua amata figlia. Come per tanti casi analoghi le strutture sanitarie, l’equipe chirurgiche, per quanto lontane dal nostro quotidiano, si mostrano all’altezza del compito, anche se i trapianti d’organo, per quanto sempre più frequenti e collaudati,  continuano ad essere interventi di assoluta rilevanza che richiedono competenze e professionalità di primo livello.

Secondo le aspettative e la pianificazione complessiva dell’operazione, l’intervento va nel migliore dei modi e l’espressione della ragazza, al suo risveglio, è la miglior sintesi, significativa e commovente, del suo pieno ritorno alla vita. Questa è la notizia più importante  per la nostra famiglia allargata, una vicenda che ci coinvolge intimamente, ammirati per un gesto che impreziosisce, nella sua straziante complessità, le figure dei protagonisti, non di un film o di una fiction televisiva, ma della nostra quotidiana esistenza.  Per quanti lo conoscono, Paolo, non è più  il semplice collega delizioso dei tempi andati,  ora è un eroe schivo e senza clamore, un uomo ed un padre esemplare ed il suo gesto di generosità impavida ci rende orgogliosi di averlo come amico. Per la cronaca, Paolo è tornato serenamente ad occuparsi delle cose che aveva lasciato indietro…tutto come prima.

 

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